Mi sono detta che, una volta ogni tanto, posso cedere al fascino dei post in cui ti racconto un po’ dei fatti miei. In realtà non sono proprio fatti miei: sono scelte che ho fatto da quando ho deciso di essere freelance e di costruire un lavoro a modo mio. Potrebbero essere utili anche a qualcun altro, o potrebbero essere un pretesto per parlare e confrontarsi (una cosa che mi piace sempre molto).

Ho iniziato a dire ad alta voce le cose che facevo all’inizio di quest’anno, quando ho aperto Partita IVA e ho iniziato a dare una forma al mio brand. Ci sono alcune scelte che ho fatto prima: ad esempio, decidere di lavorare come dipendente più a lungo di quanto avrei voluto, per avere il tempo di fare un piano e di preparare un paracadute (sì, il minimo che sai di dover mettere da parte per avere dell’autonomia e rischiare).

Qui vorrei raccontare 3 cose che ho fatto da quando ho iniziato e che, secondo me, stanno funzionando. (Quando scrivo che stanno funzionando, intendo che rispondono in modo positivo agli obiettivi che mi sono data per questo primo anno).

Ho investito le mie energie su poche cose, cercando di farle bene

Ovvero, ho selezionato. Per iniziare, ho deciso di concentrarmi su due cose: prendermi cura del mio profilo Instagram e scrivere sul blog. Le ragioni sono diverse e, in un certo senso, complementari. La prima è una cosa che mi diverte, mi ispira e mi permette di entrare in contatto con persone che hanno una sensibilità simile alla mia (questo non l’ho capito subito, ma è forse il beneficio più grande). La seconda, invece, mi costringe a prendere posizione, espormi e lavorare con costanza, anche quando il flusso creativo mi fa ciao-ciao da lontano. Nel lavoro, credo, dovremmo trovare un equilibrio tra naturalezza e fatica, leggerezza e impegno. Sto facendo poche cose, con cura, per trovare il mio ritmo e per offrire servizi migliori.

Ho detto di sì ad alcuni lavori, senza lasciarmi fermare dai dubbi

Ovvero, mi sono data il permesso. Ho sempre pensato, in linea generale, che avere dubbi non è una brutta cosa: vuol dire che ti poni il problema. Qualche volta, però, mi sono fatta fermare dal dubbio di non essere in grado di fare qualcosa, o di non essere la persona giusta per farla. Ci sarà sempre qualcuno più bravo o più qualificato, ma (e questo è il cambio di paradigma) non ci sarà nessuno che saprà fare quella cosa a modo mio, con le mie competenze e il mio punto di vista. Il dubbio, in questo caso, è un motore potente, perché quando ti metti in gioco poi ti costringe a imparare cose nuove, trovare soluzioni, pensare in modo diverso, chiedere aiuto (che è una cosa importante).

Ho comprato della formazione (e continuerò a farlo )

Ovvero, ho rinnovato il mio abbonamento online a Skillshare e ho frequentato il corso in classe di Enrica Crivello, per lavorare sulla strategia e sui contenuti per i social. Mi piace studiare, mi è sempre piaciuto, non saprei fare altrimenti. Di Skillshare mi piace la varietà dell’offerta, la possibilità di lasciarmi incuriosire: design, marketing, scrittura, fotografia, business, tutti ambiti a cui attingere con piacere, per mettere in movimento le idee e per capire cosa è utile. Certo, le lezioni dal vivo sono un’altra cosa e vale la pena cercarle. Il corso con Enrica è arrivato al momento giusto ed è stato utilissimo. Enrica ha la capacità di spiegare la complessità delle cose con grande chiarezza (questo lo si capisce bene anche leggendola) e di smontare il suo lavoro per farti vedere cosa c’è dentro, e dietro. Se penso a una brava formatrice, una di quelle generose, una che ti motiva e che ti fa venire voglia di saperne davvero di più, penso a lei.

Continuerò a fare formazione, scegliendo bene le mie fonti: ad esempio, ho iniziato a pensare che frequenterei volentieri un corso di public speaking e uno di fotografia.

Se hai voglia di parlare di formazione, possiamo farlo insieme sui miei canali (Instagram e Facebook).

Ascolto con interesse altri pareri!

Come sempre, mi trovi qui.