Sulla mia scrivania ci sono sempre libri che parlano di tipografia e di branding. Anche se mi occupo soprattutto di scrittura e di parole, mi appassiona molto l’identità visiva: ho una fissa per il branding e per lo studio degli elementi visuali, potrei passare ore a esaminare librerie di font, colori e pattern. Mi sono resa conto che tutte queste informazioni sono entrate a far parte del mio flusso di lavoro, sono strumenti che utilizzo spesso per capire meglio, per approfondire la personalità dei business che incontro, per raccontarli. In alcuni casi, si tratta di attività che stanno iniziando o che vogliono prendere una forma diversa: quando succede, l’intervista iniziale e il mio lavoro di ricerca si allargano, includono moodboard, associazioni di idee, scelta di elementi che rimandano alla psicologia del colore e delle stagioni. Ho capito che questo è il mio modo, il mio approccio: quando sconfino trovo un punto di vista nuovo, informazioni inaspettate, empatia.

La psicologia del colore e delle stagioni

Ho pensato di scrivere una serie di post per esplorare un tema utile e interessante: la psicologia del colore e, soprattutto, delle stagioni. Nei processi di branding, così come nelle scelte di marketing, la teoria del colore è una risorsa fondamentale: siamo tutti sensibili ai colori, perché operano a livello inconscio, in modo ancora più immediato delle parole e delle immagini. La teoria aiuta a comprendere come funziona la nostra percezione, come ci rapportiamo agli stimoli cromatici, quali sensazioni proviamo e perché alcune combinazioni funzionano meglio di altre. In ambito creativo, la psicologia del colore permette di individuare linee guida per scegliere gradazioni, abbinamenti, forme, pattern: funziona per la scelta dei colori del logo, per definire la palette del sito o delle pareti dello studio, per capire quale stile comunica meglio il carattere del nostro brand sulla carta stampata, nelle fotografie dei prodotti e servizi, oppure nel feed di Instagram.

Le personalità stagionali

Le teorie sono strumenti di conoscenza, dovremmo utilizzarli come tali: sono un punto di riferimento, un supporto per individuare una forma espressiva coerente e riconoscibile, un modo per aggiungere profondità, per trovare ispirazione. Secondo me, parlano meglio al nostro istinto: tratteniamo quello che va bene per noi, quello che può funzionare per il nostro business, senza seguire ogni cosa alla lettera. Tra le mie fonti preferite: i libri e gli articoli di Fiona Humberstone, che suggerisce di partire individuando la personalità stagionale che si adatta meglio ai valori e alle caratteristiche del nostro business, per poi proseguire scegliendo i colori e gli elementi che compongono l’identità del brand. Le quattro stagioni – autunno, inverno, primavera, estate – sono la base su cui lavorare per approfondire gli elementi visivi adatti a comunicarle al meglio, ai clienti giusti. Nel processo di branding, in questo modo, prendiamo come riferimento la stagione primaria (quella in cui il nostro business trova una maggiore risonanza) e possiamo integrare altri elementi per equilibrare e definire l’identità (li ricaviamo dalla scelta di una stagione secondaria o subordinata).

Ho pensato di partire dalla personalità autunnale (già, guarda caso), ma nei prossimi post arriveranno anche tutte le altre!

La personalità autunnale

L’autunno è la stagione dell’abbondanza e della produttività, la natura si prepara a mettere in scena uno spettacolo vivace e armoniosofatto di luci morbide e avvolgenti, di atmosfere calde e intime.

La personalità autunnale è appassionata, autentica, etica e piena di energia: prova un legame molto forte nei confronti del passato, della storia e della natura. Preferisce fare le cose a modo proprio e tracciare nuovi percorsi, ma coltiva il senso della giustizia. Ricerca la sostanza, studia, indaga e continua a imparare, spinta dall’ambizione e dal desiderio di realizzazione professionale. Mostra una forte etica del lavoro, capacità organizzative e senso pratico. Allo stesso tempo, la personalità autunnale riconosce la priorità delle relazioni personali e dell’empatia.

La voce della personalità autunnale nella comunicazione, tende a essere acuta, appassionata, calma, concreta, intelligente.

I colori sono caldi, intensi e tenui. Pensiamo alla luce morbida, ai frutti di stagione e al mutare delle foglie, dal verde profondo al rosso, giallo, ocra, oro, rame, magenta e marrone.

Le textures sono naturali e organiche, i materiali più adatti alla personalità autunnale sono la carta riciclata (con frammenti di materia vegetale), il velluto, la juta, il lino, la terracotta, il bronzo, il rame, le pareti di mattoni,

Lo stile fotografico è netto, intenso, organico, tattile: le immagini comunicano il senso di calore e comfort della personalità autunnale. Gli oggetti e i props più adatti sono quelli che fanno intuire di avere una storia, un legame con la natura: legno, velluti, tessuti naturali e grezzi, oggetti “vissuti” che descrivono ambienti di lavoro e mestieri, piccoli tesori che provengono dall’antiquariato, frutti, semplici verdure dell’orto, fiori dai colori intensi e decisi.

Tipologie di attività e business: psicologia, ricerca, giornalismo, ecologia, business che lavorano con natura, animali, commercio equo.

Alcune ispirazioni? Qui sotto c’è la mia moodboard Pinterest a tema: spero che possa offrire degli spunti interessanti, la aggiorno spesso. La serie dedicata alla psicologia del colore e delle stagioni proseguirà nei prossimi post.

Intanto, per fare una chiacchierata, mi trovate su Instagram e sulla mia pagina Facebook.