Ho passato buona parte della mia vita a sentirmi dire che sono una persona creativa e che questa è una fortuna. È vero, ma non è semplice! Ogni tanto mi piace pensare all’ispirazione come qualcosa di inevitabile e improvviso, un momento in cui le idee ti arrivano addosso come un lampo di genio. Nella maggior parte dei casi non funziona così (anche se non escludo che esistano le folgorazioni).

La buona notizia è che per la maggior parte di noi si tratta di un processo molto più quotidiano, fatto di tentativi, stimoli, connessioni. Possiamo sperimentare un po’ ogni giorno, diventare più ricettivi, allenare la creatività. In questo processo c’è molta bellezza e un altro beneficio immediato: dedicarsi del tempo.

Mi trovo spesso a riflettere sulle cose utili da fare per vedere le situazioni da un altro punto di vista, farsi venire una buona idea, oppure uscire da un blocco. Ho pensato di condividere quelle che funzionano per me, perché magari possono esservi d’aiuto.

Leggere

Non è un suggerimento rivoluzionario, ma è tanto banale quanto efficace. Per farsi venire un’idea, bisogna leggere (e per scrivere bene, bisogna leggere). Il mio rapporto con i libri ha attraversato varie fasi, con una costante: c’erano sempre. I libri si leggono per piacere, per bisogno, per compulsione. Oppure, questo l’ho imparato qualche tempo fa, si frequentano. In un libro troverai sempre qualcosa che parla proprio a te, proprio in quel momento. Meglio se ti lasci guidare dall’istinto. Guardare la propria libreria (o la libreria di qualcun altro) e sfogliare una lettura, per cercare una risposta, va bene.

Ci sono libri che si prestano ad essere usati come oracoli, o sentenze: li apri a caso e ti lasci ispirare. Ad esempio, per me ora funzionano quelli di Austin Kleon (Ruba come un artista e Semina come un artista). Possono aiutare anche le antologie (per cui ho un debole). Un’amica mi ha fatto scoprire un libro che può essere utilizzato come una sorta di prontuario di medicina di carta e terapie narrative (Curarsi con i libri, rimedi letterari per ogni malanno).

Esplorare

Per mettere in moto il cervello e trovare una buona idea è il caso di ascoltarne altre, se possibile molto lontane da noi. Immergersi in un racconto che riguarda qualcosa di cui non sappiamo nulla. Assorbire la chiarezza di chi spiega con invidiabile semplicità una cosa molto complessa. Per qualche mese, ho provato ad ascoltare almeno un TED Talk al giorno. Ho sperimentato tre modalità:

  • partire con un interesse e inserire una parola chiave nel campo di ricerca
  • navigare a caso tra i video nella home page e sceglierne uno seguendo l’intuito
  • esplorare i topics e scegliere qualcosa tra gli argomenti più lontani dai miei interessi

La scelta è ricaduta sui TED Talks perché sono abbastanza brevi, hanno strutture retoriche interessanti e mi permettono di fare una pausa senza cadere nel loop di una serie tv (sì, mi succede anche quello, ma è un’altra storia).

Camminare

Per molte persone è il metodo più naturale: camminare, concentrarsi sul movimento, percepire la concretezza del corpo. Una camminata di 30 minuti è sufficiente per sentire un beneficio immediato e far fluire nuova energia. Aiuta a rinfrescare i pensieri. Funziona anche per i pigri e i meno sportivi (hey, eccoci). Inoltre è l’occasione giusta per allenare lo sguardo, osservare i dettagli e stimolare la creatività attraverso la fotografia (basta uno smartphone).

Per me, va bene anche nei momenti d’ansia: a volte una camminata è l’unico rimedio utile per svuotare la testa, prendere una decisione, percepire l’urgenza di una priorità.

Cambiare ambiente

Mi rendo conto che non sempre e non per tutti è un’opzione possibile, ma si possono trovare delle varianti. Per chi lavora in proprio e può organizzare le giornate con una certa flessibilità, cambiare ambiente può aiutare a vedere le cose in modo diverso. Possono essere un paio d’ore passate a lavorare in un bar (con annessa colazione), un pomeriggio in una biblioteca pubblica, oppure un giorno fisso alla settimana in un coworking.

Una variante? Utilizzare gli spostamenti come occasione per raccogliere stimoli visivi e per lasciare la mente libera di vagare, fare connessioni. Va detto che è meglio non vagare a briglia sciolta nelle praterie dell’immaginazione finché si guida: è meglio prendersi queste libertà in treno, o in autobus.

Un’altra idea? Simulare un ambiente diverso. Da quando ho scoperto Noisli ho potuto decidere se lavorare in mezzo a un bosco, durante un temporale, o in un locale con il caminetto acceso.

Provare per 5 minuti

In poche parole: come evitare la procrastinazione. Troppo semplice? A volte rimandiamo il momento in cui bisogna prendere l’iniziativa (e nella mia esperienza, ispirazione e iniziativa a volte si somigliano). A me succede quando devo fare qualcosa che non mi entusiasma, oppure quando vorrei davvero fare una cosa, ma ho l’impressione che non sia il momento giusto.

Ho iniziato ad applicare la regola del “prova a farlo per almeno 5 minuti” e in molti casi ha funzionato. Sì, solo 5 minuti: una volta iniziato, ho percepito lo slancio (il momentum) e ho continuato senza problemi.

Sbloccarsi

Ho scoperto l’app Unstuck nel 2011 (quando era appena stata lanciata) e da allora la uso nei momenti in cui ho bisogno di un metodo per fare chiarezza, prendere una decisione, o trovare un punto di vista nuovo. Mi piace perché ha un design curato e piacevole, non è ripetitiva e aiuta ad allenare l’intuito. Fa per voi se vi piace l’idea di avere a portata di mano un sistema utile per affrontare un blocco e se volete approfondire.

Mi piace cercare soluzioni ai momenti di blocco, oppure a quelle giornate in cui la testa sembra vuota e pesante. È una ricerca continua e sono molto grata al libero scambio di idee che fluisce nel web. Probabilmente scriverò ancora sull’argomento, se può essere utile.

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