Instagram è, senza dubbio, il social che preferisco. Ho un debole anche per Pinterest (che utilizzo come terapia per allentare i pensieri nei momenti di ansia, provare per credere), ma la mia finestra sui mondi degli altri è Instagram. È un appuntamento fisso nella mia routine alla mattina, mentre bevo il caffè, anche quando sono di fretta. Soprattutto, mi piace osservare e capire la logica delle pubblicazioni, la visione d’insieme di chi racconta la sua storia attraverso le immagini.

Mi sono interrogata sull’utilizzo business di Instagram, quando ho deciso di rendere pubblico il mio profilo (due mesi fa, sì, non è da tanto) e averne cura per comunicare.

Partiamo dal presupposto che tutte le azioni che decidiamo di fare sui social sono mediate, in maniera più o meno cosciente. Secondo me, questo vale per l’uso personale e per quello business – certo, con livelli di consapevolezza diversi. Le nostre azioni appartengono a una narrazione che costruiamo giorno dopo giorno, tra regole esplicite, implicite e meccanismi di selezione. Ogni volta che pubblichiamo un contenuto, decidiamo cosa vogliamo far vedere. Dall’altra parte, chi vede o legge ha il potere di dare un valore specifico alle immagini e alle parole (hey, vale anche per chi non si pone il problema).

A volte mi capita di pensare ai social come una trasformazione dei racconti autobiografici o delle memorie letterarie (dai, non fate quella faccia). In breve: io decido cosa è rilevante per me e cosa voglio mostrare (faccio una mediazione). Posso decidere di essere io a raccontarlo, se è personale, oppure affidarmi a qualcuno che lo fa di mestiere (ecco, un’altra mediazione). Chi sta dall’altra parte non ha un ruolo passivo: interpreta (ancora una mediazione). Avere ben chiaro almeno questo presupposto, secondo me, aiuta. Non solo è utile a chi vuole comunicare il proprio biz, ma farebbe bene anche a chi non si è mai interrogato sul proprio utilizzo dei social.

Cosa pubblicare su Instagram

Non c’è una risposta univoca e penso che questo sia parte del piacere. Non ho usato parole a caso: quando si comunica online è giusto pensare alla strategia, ma ci dovrebbe essere anche il piacere. Per me, si tratta del piacere che proviamo nel progettare un contenuto che racconta una parte della storia. È anche il piacere della scoperta, quando troviamo immagini di altri che ci ispirano e ci fanno conoscere risorse utili. Soprattutto quando ci mettono in connessione con altre persone.

Se utilizzi Instagram per promuovere il tuo business (o una passione che potrebbe diventarlo), dovresti capire quali sono i tuoi obiettivi e a chi ti rivolgi. Per iniziare a raccontarti, puoi partire così: sperimentare e avere un piano flessibile. Cosa significa avere cura della tua storia, in questo caso? Ecco qualche suggerimento:

  • la bio è lo spazio in cui catturi la tua essenza, quindi scegli con cura le parole chiave che parlano di te e del tuo biz;
  • non dimenticare di aggiungere un link alla bio (e di cambiarlo quando vuoi mettere in primo piano qualcosa, ad esempio la tua newsletter);
  • seleziona i contenuti – pianificare non significa essere finti, ma illuminare i punti di forza dei tuoi prodotti/servizi e della tua personalità (sì, alle persone piace capire chi sei);
  • cerca di utilizzare al meglio lo smartphone e pubblicare sempre foto di qualità (nitide, luminose, non sfocate o sgranate);
  • cura l’estetica e l’editing delle immagini, scegli uno stile che senti tuo e cerca di applicarlo in modo uniforme (è più piacevole sfogliare una gallery che, a colpo d’occhio, risulta armoniosa);
  • sviluppa il tuo stile e lascia che l’atmosfera (il mood) sia il filo rosso che collega immagini diverse;
  • lavora al tuo tono di voce e prenditi il tempo per comunicare davvero qualcosa nelle didascalie (certo, gli hashtags sono utilissimi, ma non rinunciare alle parole e al cuore del racconto).

#Hashtag non è una brutta parola

Gli hashtags non sono un mistero e non sono il male. Come accade molto spesso, a determinare il senso di una cosa è l’utilizzo che se ne fa. Nella fase di ricerca, gli hashtags sono un ottimo strumento per trovare ispirazione e farsi venire idee per migliorare il nostro stile. Permettono di esplorare un network o una community, e di capire cosa piace alle persone con cui vorremmo comunicare. Per questo, penso che nella maggior parte dei casi non abbia alcun senso utilizzare quelli più generici (ad esempio #bestoftheday, #instadaily #instalike ecc.). Hanno migliaia di risultati e ormai sono saturi. Meglio scendere nello specifico, appassionarsi ad alcune communities, cercare le nicchie dove possiamo trovare le persone con cui condividere interessi, estetica, attività.

Un buon modo per iniziare?

  • Osserva gli hashtags utilizzati dai profili biz ben curati che si occupano di cose simili alle tue, che segui con interesse e che ti ispirano.
  • Trova la tua misura: c’è chi dice che il giusto numero da utilizzare sia tra i 10 e i 20, chi ne sceglie solo 3-4 molto specifici e significativi.
  • Se lavori in ambito creativo (o se ti interessa) potresti trovare utile Makelight, la libreria di hashtags e il mini corso Instagram gratuito che propone.

Alcune idee per Instagram Stories

Lo ammetto, non sono la persona giusta per parlare di Instagram Stories, non mi ha ancora conquistata. In breve, è una funzione che permette di pubblicare foto e video temporanei, con una vita online di 24 ore. Da molti, in ambito biz, è stata accolta come una soluzione alla mancanza di spontaneità dei profili molto curati. Questo approccio funziona: ti faccio vedere che anche a casa mia, fuori dall’inquadratura, c’è del caos (e che sono una persona vera).

Dopo un po’ di osservazione, mi piace pensare che possa essere più di questo, soprattutto per i piccoli business. Qualche idea:

  • racconta e mostra il processo di realizzazione di uno dei tuoi prodotti;
  • regala a chi ti segue un tour tra gli scaffali del tuo negozio, o della tua libreria, portali nel tuo studio, o nel tuo laboratorio creativo;
  • fai una piccola serie di consigli utili (strumenti che utilizzi, un libro che ti ha ispirato, un blog che leggi spesso, una newsletter davvero utile da ricevere)
  • crea un contesto funzionale per i tuoi contenuti (mostra con regolarità piccoli dettagli della tua quotidianità, in linea con il tuo stile e con quello che piace a chi ti segue)
  • dai un assaggio di un evento interessante a cui partecipi (una mostra, un concerto, una conferenza)
  • segnala qualche posto del cuore nelle zone che frequenti (dove trovare un ottimo cappuccino, oppure dove curiosare in una bottega artigianale)
  • comunica direttamente con le persone che interagiscono con te e chiedi cosa vorrebbero vedere.

Scegliere gli strumenti utili

Va bene la teoria, ma in pratica?

Inizi, continui a sperimentare, impari, sbagli la luce, migliori. Una delle cose che ho imparato è che possiamo essere i peggiori critici di noi stessi. Tanto per dire, ci sono state immagini che ho pubblicato quasi controvoglia e che sono piaciute più di altre (che invece rispondevano a qualche mio criterio).

Qui ho raccolto alcuni strumenti utili a me, che potrebbero piacerti.

Backdrops

Dopo aver invidiato a lungo certe meravigliose tavole di legno rustiche che appaiono in molte foto, ho deciso di provare i fondi di vinile. Sono spesso utilizzati in ambito food. Ne ho presi alcuni da Mini Backdrops, con soddisfazione.


App per l’editing delle immagini

Continuo a pensare che gli strumenti di editing base di Instagram, se usati con un po’ di criterio, facciano il loro dovere. Il minimo da fare? Regolare e limitare l’intensità dei filtri, utilizzare gli strumenti della scheda “modifica”. Io di solito aggiusto almeno luminosità, calore, alte luci, ombre e nitidezza. Per ottenere risultati migliori, dopo aver provato diverse app, consiglio soprattutto Snapseed, Vsco e A Color Story.


Note

È molto utile utilizzare le note sullo smartphone per creare delle liste di hashtags da dividere per tema, utilizzare e tenere aggiornate. Hai di sicuro una app di questo tipo installata, oppure puoi provare Google Keep.


Strumenti per monitorare e analizzare i risultati

Non è il caso di farsi ossessionare dai risultati (specialmente all’inizio)! Può essere interessante avere una panoramica delle informazioni utili (soprattutto per il tuo biz). Ad esempio, quali post piacciono di più, quali sono gli orari migliori per chi ti segue, come cresce la tua presenza su Instagram. Puoi provare Squarelovin o Iconosquare.


Ti interessa? Se vuoi, puoi guardare la pagina dedicata al mio servizio Social, pensato per chi vuole iniziare a raccontarsi in questo modo.

Ti aspetto sempre qui (e su Instagram, mi trovi come @jugiemme).