A volte è meglio scrivere le cose, per vederle. Questo è l’ultimo post dell’anno e ho deciso di farlo diventare una lettera, uno spazio in cui raccogliere le cose che hanno funzionato durante l’anno, quelle utili, quelle che ho imparato. È anche un’occasione in più per dire: se inizi, poi le cose succedono. Magari succedono in tempi e modi un po’ diversi da quelli che avevamo immaginato, ma succedono. A distanza di un anno lo confermo: conosco un solo modo per iniziare. Sto continuando a farlo.

Ho lavorato con persone molto diverse, quest’anno, immergendomi nelle loro storie: libere professioniste, piccoli imprenditori, artigiani. Entrare nel lavoro degli altri è un privilegio e una responsabilità, insegna tante cose: l’urgenza di ascoltare, la necessità di cambiare punto di vista e di seguire anche le proprie intuizioni. Ho capito che per me sono premesse necessarie e promesse che voglio mantenere, perché così si lavora meglio.

Nel nuovo anno racconterò alcuni di questi progetti e il processo creativo che li ha accompagnati: in alcuni casi è stato lo studio dell’architettura dei contenuti per il sito web, con la scrittura dei testi, in altri la progettazione dell’identità del brand, oppure l’analisi e la costruzione di una strategia di comunicazione sui social. Alcune delle riflessioni che ho raccolto lungo il percorso, sulla comunicazione, si trovano in 4 post che ho scritto (magari è utile ricordarlo):

Ho dedicato tempo ai social, nella misura che sembrava giusta a me, cioè quella che mi ha permesso di approfondire ancora l’utilizzo degli strumenti da un punto di vista tecnico e anche di sperimentare, di trovare la mia lettura di quello che è utile e di quello che non lo è. Il mio racconto ha preso forma sul profilo Instagram, in modo naturale, perché è il medium più affine, quello che mi permette di costruire quel legame forte tra immagini e parole che cerco sempre: è lo stesso legame che propongo ai miei clienti, quando penso che possa fare la differenza, perché è il modo in cui lavora la mia immaginazione.

L’ho scoperto anche facendo formazione, frequentando i corsi di professioniste che stimo e che vi consiglio di cuore: Foto in tavola di Valentina Masullo e Copywriting per il web di Chiara Gandolfi (a Digital Update). Valentina mi ha ricordato che la fotografia è sempre un atto di scrittura e che parte dalle nostre intenzioni, dalla sensazione che vogliamo comunicare. Chiara mi ha detto una cosa che mi ha fatto sorridere e annuire forte (perché la sento): il copywriter, prima di scrivere, pensa visivamente.

Alcuni dei servizi che proporrò il prossimo anno svilupperanno proprio questo legame, tra immagini e parole: ci sto lavorando, promesso. Intanto qui ci sono 4 articoli su scritturasocial, se il discorso vi piace:

Mi preparo a salutare il nuovo anno con una piccola pausa: qui, sul blog, ci rivediamo a gennaio 2018. Intanto, mi prendo del tempo per chiudere alcuni lavori, ritrovare energia, pianificare, leggere, creare la mia vision board e dare una forma a progetti e obiettivi per l’anno prossimo.

Mi trovate, con ritmi un po’ più rilassati, su Instagram e Facebook (oppure nella vostra mailbox, a sorpresa, se volete iscrivervi alla newsletter, proprio qui sotto). Buon inizio.