Scrivere semplice è un atto di cortesia. Si può scrivere con semplicità, senza avere paura di perdere qualcosa.

Ho iniziato a riflettere sulla bontà della semplificazione quando lavoravo in Università, cioè quando la scrittura era il risultato ultimo di ogni mio sforzo. Se l’obiettivo era comunicare e farsi leggere, non c’era alcun vantaggio nella complicazione e nei giri di parole. Quando incontri la semplicità te la ricordi: sei riconoscente a chi ti ha spiegato un argomento complesso con leggerezza, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Invece, ho incontrato un gusto diffuso per lo scrivere difficile e contorto, non solo nell’accademia italiana, anche nelle amministrazioni e nella comunicazione di tutti i giorni (ad esempio nelle email). Come se ci fosse qualcosa da dimostrare e come se a scrivere con semplicità diventassimo meno credibili. Semplicità non è semplicioneria, direi il contrario: è avere le idee molto chiare e illuminare chi legge. È cortesia per chi ci dedica il suo tempo.

Lo diceva Italo Calvino: lo scrivere è un tentativo faticoso, un lavoro artigianale sull’impianto delle parole. Preferiva la misura, la discrezione, l’esattezza, la semplicità e la leggerezza. La fatica di cui parlava dovrebbe essere quella di chi scrive, non di chi legge (anche perché il lettore, di norma, ha già i suoi problemi). Una lettura preziosa, tra le tante, è l’antologia di interviste Sono nato in America, dove si parla di questo e di molto altro.

Alcuni spunti per scrivere semplice

  • Si impara a scrivere semplice facendo molti tentativi. Sì, questa è la premessa onesta.
  • Esercizi: togli, rifila, cerca le parole più efficaci, quelle che suonano meglio. Leggi chi ti fa entusiasmare per la chiarezza. Prendi un testo difficile (uno di quelli che non ti fa piacere leggere), prova a smontarlo e riscrivilo.
  • Bisogna avere le idee chiare per comunicarle e per farle scorrere. Per arrivarci, trova il tuo modo: raccogli i pensieri, fai uno schema mentale, fai uno schema su carta, usa le liste, la logica, parla ad alta voce. Quando c’è un percorso, puoi provare a scrivere semplice.
  • È meglio andare dritti al punto. Ad esempio, la vita migliora se decidi di scrivere le email senza troppi giri di parole. Cortesia, chiarezza, poche divagazioni. Magari poi viene voglia di farlo anche a chi ti legge.
  • Lo sai che esiste addirittura una policy da scegliere per semplificare la comunicazione via email? Con Three Sentences puoi decidere di impegnarti a rispondere con tre frasi (o meno). Può essere un esercizio.
  • Quando scrivi, rileggi: c’è qualcosa che avresti potuto dire meglio, con meno parole? Puoi rendere più fluido il discorso?
  • Scegli la sintesi, quando puoi, ma quando è necessario prenditi il tempo per spiegare. Non dare per scontato che il lettore sappia sempre di cosa stai parlando e accompagnalo nei passaggi delicati, con chiarezza.
  • Evita le formalità inutili, le espressioni trite, le formule che allontanano e rendono troppo impersonale quello che scrivi. Scrivere semplice vuol dire anche cercare l’empatia.

Se scrivere semplice ti interessa, potrei parlarne ancora, che dici? Mi piacerebbe anche capire cosa ne pensi.

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