Sentivo l’esigenza di scrivere questo post. Oltre a essere uno dei temi che voglio toccare per ragionare sulla semplificazione (dopo aver parlato di lavoro), è anche l’occasione per rispondere a un lamento che sento un po’ troppo spesso.

Basta. Sui social non perdo più tempo perché non c’è roba interessante. Ci sono solo esibizionisti o gente che urla o (qualsiasi altra categoria poco piacevole vogliate inserire alla fine della frase)”.

In realtà, quando sento questo genere di invettiva so bene che il riferimento principale è Facebook, perché è il contenitore più grosso, eterogeneo e diffuso. (Parlando di dati, alla fine del 2016 si contavano 28 milioni di utenti attivi, in Italia). Io stessa ogni tanto mi spazientisco, soprattutto nei giorni in cui il volume di interazioni aumenta a causa di qualche evento significativo (sì, segue testimonianza).

Consapevolezza

Non mi capita spesso, per fortuna, perché ho sviluppato un sistema che funziona (almeno per me) e che si basa sulla selezione. Come sempre, sono convinta che la bontà di uno strumento dipenda dall’uso che decidiamo di farne. Partendo dal presupposto che non possiamo decidere per gli altri, ma per noi stessi, la qualità dei contenuti che compaiono ogni giorno davanti ai nostri occhi dipende dalle scelte che abbiamo fatto.

Per questo, mi lasciano sempre perplessa le comunicazioni drammatiche che ci mettono al corrente di un periodo di “disintossicazione social”, oppure quelle che iniziano con “a tutti i miei contatti” e finiscono con “addio”. (Inutile dire che questi messaggi poi generano un ampio coro di commenti, prezioso per ogni antropologo). Certo, è legittimo farlo ed è sintomo di un malessere. Il problema sta a monte? Siamo noi a determinare le caratteristiche e il benessere del sistema in cui ci immergiamo.

Selezionare

Se la sensazione di insofferenza è data dall’eccesso di notifiche su tutti i fronti, il primo passo è selezionare i canali. Il secondo, togliere la maggior parte delle notifiche. Quali sono i social che usi davvero, tutti i giorni? Nel mio caso, ad esempio, ho una presenza attiva su Facebook, Instagram e Pinterest. Utilizzo in modo diverso LinkedIn e Twitter, limitandomi a una frequentazione passiva, da lettrice (con un po’ di rammarico, ma sono fatta così).

Non mi regolo in base a criteri quantitativi, ma qualitativi: non ho accumulato decine di contatti che non conosco e spesso lascio andare anche quelli che conosco, con cui però non c’è interazione. Utilizzo poche regole di buon senso e tengo aggiornate le impostazioni di privacy dei contenuti. Vedo qualcosa che mi infastidisce? Lo segnalo, smetto di seguire, passo oltre.

Seguo con piacere profili, pagine e alcuni gruppi nei settori che mi interessano (cultura, design, comunicazione, nuovo artigianato) e anche in questo caso, periodicamente, sfoltisco. Il risultato? Poco a poco, sto creando un circolo virtuoso. Facebook per me è il luogo in cui trovo soprattutto aggiornamenti interessanti, Instagram è la finestra sulle storie degli altri, Pinterest un flusso continuo di creatività.

Fai un po’ di decluttering e seleziona:

  • i canali
  • il livello di privacy
  • le notifiche che vuoi ricevere
  • i contatti che segui.

Aggiornare

Semplificare significa anche rendere i processi più fluidi e le interazioni più facili.

Se utilizzi i social per raccontare il tuo lavoro, parti da una semplice accortezza: filtra i contenuti. Parliamo di Facebook: se non hai una pagina e utilizzi il tuo profilo, ad esempio, puoi decidere di impostare diversi livelli di privacy per ogni post. In questo modo scegli cosa rendere pubblico e come diversificare il tono dei contenuti (quelli privati e quelli visibili a tutti).

In generale, per facilitare lo scambio:

  • semplifica la bio sui tuoi canali attivi
  • tieni aggiornate le modalità di contatto (indirizzo email, sito web, ecc.)
  • cerca di inserire poche informazioni, con chiarezza.

Se hai altri suggerimenti, o se vuoi approfondire, possiamo fare volentieri due chiacchiere.

Magari sulla mia pagina Facebook, che dici? Ti aspetto.