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Se hai un’attività in proprio sai bene che comunicare quello che fai è un altro lavoro nel lavoro (questo vale per tutti, anche per chi di mestiere di occupa di comunicazione e marketing). Ho già parlato delle scelte che puoi fare per prenderti cura della tua comunicazione e oggi torno, con alcuni consigli, su una delle opzioni: fai formazione e impara quello che ti serve.

Come si sceglie una risorsa formativa? In generale, qui parlo secondo la mia esperienza, è utile tenere presente questi criteri: diffidare delle soluzioni definitive, conoscere l’approccio di chi scegli come insegnante, capire le differenze tra i diversi modi di fare formazione (e quindi regolare di conseguenza le aspettative).

Non ci sono soluzioni definitive

La conoscenza non ha un punto di arrivo definito e non è risolutiva. Questa in realtà è una buona notizia: vuol dire che ci sarà sempre qualcosa di nuovo da imparare, che i cambiamenti richiederanno sempre l’aggiornamento di alcune competenze e che siamo autorizzati a fare pace con l’idea che non potremo mai padroneggiare tutto quello che (in linea teorica) dovremmo sapere. Le soluzioni definitive, quelle che ti promettono “tutto quello che devi fare per ottenere [inserire qualcosa a piacere]”, in genere si limitano a proporre una serie di tattiche da replicare, con la pretesa che abbiano un funzionamento universale, senza spiegarti perché dovresti farlo e cosa succede nel momento in cui ti trovi di fronte a uno scenario diverso da quello previsto.

Una buona risorsa formativa non ti propone una soluzione comoda: sai di aver trovato un buon corso e un bravo formatore quando senti che ti smuove fin dall’inizio (possibilmente in modo un po’ scomodo), quando ti lascia con la sensazione di avere in mano gli strumenti che ti servivano e, senza nessun dubbio, anche con la responsabilità di metterci del tuo. Insomma, la formazione fatta bene segna un prima e un dopo.

Scegli chi ti convince per l’approccio

Chi insegna dovrebbe avere un punto di vista, un metodo, un approccio: è la somma di quello che ha imparato e della sua esperienza nel fare le cose, nel metterle in pratica e anche nel metterle in discussione. Quando valuti un formatore cerca sempre di chiarirti le idee sul suo approccio e di conoscere bene la sua offerta, perché oltre a investire sulla serietà delle informazioni che ti deve trasmettere (anche questo è imprescindibile), stai investendo sul suo punto di vista.

Le aspettative: cosa cerchi?

Ci sono molti modi per formarsi e imparare, soprattutto se parliamo di comunicazione e marketing digitale: per scegliere una soluzione a un problema è importante capire cosa ci si può aspettare da ogni proposta, perché (per quanto possa sembrare banale ripeterlo) leggere un manuale, seguire un corso online e partecipare a un corso in aula sono esperienze molto diverse. Cosa ti aspetti e soprattutto cosa cerchi?

Autoformazione

L’apprendimento autonomo è l’insieme di tutte le risorse che scegli per farti delle domande, creare il tuo archivio di fonti, continuare a ricevere stimoli: sono i libri, i manuali, i post che leggi sui blog, i vlog che guardi, i podcast che ascolti, le newsletter. Questa è anche la formazione continua, quella che ti rimane accanto come un sottofondo, che ti rassicura (perché trovi qualche conferma) e che ti fa venire voglia di trovare una risposta ancora più efficace ai dubbi.

Formazione online

Seguire corsi online è comodo e pratico: puoi imparare come vuoi e con i tuoi tempi, hai la possibilità di scegliere corsi che promettono di risolvere problemi specifici, molto spesso puoi anche partecipare ai webinar, per fare domande e avere una risposta dai formatori. Il materiale dei corsi online rimane a disposizione e può essere aggiornato: la formazione di questo tipo è molto utile per affrontare un singolo problema, per iniziare ad approfondire un argomento, per trovare la sicurezza di informazioni che vengono spiegate e che puoi avere sempre a portata di mano. Va detto che, se si parla di formazione online, dipende tutto da te: sei tu che ascolti e che studi, sta a te mettere in pratica in autonomia e hai un confronto diretto con altre persone solo in alcune occasioni, se lo cerchi.

Formazione in aula

La formazione in aula è approfondita e piena: puoi contare sul rapporto diretto con chi insegna e con chi partecipa, ti devi esporre dal vivo e quindi hai la possibilità di mettere subito in pratica quello che impari (con il riscontro di chi hai attorno). I percorsi in aula vengono modellati dal formatore e, molto spesso, puoi farti un’idea già prima: puoi intuire il grado di coinvolgimento, la componente pratica, il livello di vicinanza con chi insegna. Secondo me la formazione dal vivo, quando è fatta davvero bene, ha un grande pregio: la prendi molto più seriamente e ti rimane dentro perché non è solo una risorsa, ma anche un’esperienza, ovvero la somma dei contenuti (cioè le conoscenze che ti porti a casa), della forma (l’energia che ti permette di interiorizzare quello che apprendi, perché ti richiede uno sforzo) e della parte pratica.

Se stai mettendo in programma un budget per fare formazione in futuro, parti da questa domanda: cosa ti aspetti e quanto vuoi metterti in discussione? 😌

Giulia Modena

Aiuto professioniste e piccole attività a raccontarsi online, sui siti web e sui social: creo strategie di comunicazione, contenuti, percorsi di formazione. Immagino, progetto, scrivo e bevo caffè. (Non so resistere alle gif con i bassotti).