fbpx

Questo post è breve e va dritto al punto, è un post-it, un promemoria da tenere a portata di mano: dentro ci trovi una riflessione sul rumore di fondo e un consiglio.

Se ti occupi in prima persona della promozione della tua attività e cerchi di capire come funzionano la comunicazione e il marketing online, sai che il web ti regala risposte e un numero quasi infinito di informazioni. Insomma, è una libertà impagabile e rivoluzionaria, ma richiede la capacità di selezionare quello che è utile. Sembra ovvio, ma è difficilissimo. Tutto sembra urgente, ogni guida è quella “definitiva”, ogni post è “risolutivo”. Ti iscrivi a un numero imprecisato di newsletter, segui pagine Facebook, profili Instagram, passi decine di minuti a guardare video, Stories, vlog, leggi articoli brevi e altri lunghissimi, scopri nuovi blog, gruppi, libri, ebook.* Meglio accumulare, che rischiare di perdere qualcosa, giusto?

Funziona così: un po’ alla volta inizi a seguire tutte le voci che ti sembrano rilevanti in un certo settore e passi tantissimo tempo a riempirti la testa di informazioni. Trovi di sicuro qualcosa che ti torna utile, ma intanto raccogli anche ripetizioni, concetti che potevano essere espressi meglio o che si contraddicono, contenuti creati solo per riempire dello spazio vuoto. A quel punto arriva la confusione. Molto del tempo dedicato a quelle informazioni poteva essere usato per migliorare quello che devi promuovere (il prodotto, il servizio, il corso), per ascoltare le persone che dovrebbero comprarlo, per fare pace con l’idea che per fare tutto serve il tempo che serve.

Selezionare le fonti è una parte decisiva del processo: vuol dire scegliere una direzione. Se decidi di fare spazio a un numero limitato di opinioni di cui ti fidi, puoi darti l’opportunità di metterle davvero alla prova. Se non fai una scelta, il rumore di fondo diventa talmente forte da farti rimanere dove sei, immobile, perché dentro ci troverai sempre tutto e il contrario di tutto. Invece gli spunti dovrebbero servirti per rinfrescare le idee, per spingerti un po’ oltre quello che stai facendo, per farti mettere in atto un cambiamento piccolo e vedere cosa succede.

Un consiglio: le fonti e le voci che ti sono utili sono quelle che risuonano (o che almeno non fanno a pugni con quello in cui credi), quelle che ti rimangono in testa, quelle che vai a cercare anche quando non ti capitano sotto agli occhi. Sono sempre le stesse? Non credo, nel tempo possono cambiare e adattarsi a quello di cui hai bisogno, ma prima è il caso stare un po’ dentro le cose (con continuità) per decidere se funzionano.

Una domanda: se oggi dovessi ridurre il rumore di fondo e scegliere solo 5 punti di riferimento, quali sarebbero? E perché li tieni? Secondo me quella lista è una buona abitudine: ti aiuta a non perderti e a non confonderti troppo. 📝

 

Va detto che io sull’utilità dei libri e sugli ebook ho una posizione più possibilista. Di solito un libro è il risultato di una elaborazione più lunga e più approfondita, è passato sotto diverse mani e svariati occhi. Richiede anche molta più concentrazione ed è un bene. Può diventare obsoleto, certo, ma ci vorrà un po’ di tempo. Poi, per correttezza, devo dire che ci sono persone che riescono ad avere quella stessa profondità di analisi e densità anche quando scrivono un post per il loro blog oppure una newsletter, ma non me ne vengono in mente tante. 😌

Giulia Modena

Aiuto professioniste e piccole attività a raccontarsi online, sui siti web e sui social: creo strategie di comunicazione, contenuti, percorsi di formazione. Immagino, progetto, scrivo e bevo caffè. (Non so resistere alle gif con i bassotti).