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Il mio secondo anno da freelance (a tutti gli effetti) è in corso, ma credo sia un buon momento per dire ad alta voce alcune cose. Ho già scritto tre cose che ho fatto da quando ho iniziato e un mezzo bilancio da freelance. Ogni tanto mi fermo e faccio il punto della situazione: certo, potrei farlo in un angolo ben nascosto del mio quaderno dei grandi progetti e delle preoccupazioni (ho deciso di chiamarlo così), ma forse è utile mettere a disposizione queste parole, magari fanno comodo anche a te.

Ho rallentato il ritmo delle mie parole online

Il mio rapporto con il calendario editoriale è complicato. Mi piace cercare nuovi spunti per lavorarci, mi piace molto anche semplificare le cose e metterle in ordine per gli altri (quando, ad esempio, faccio un piano per un cliente), ma credo nelle scelte fatte seguendo il buon senso. In modo del tutto naturale, ho deciso di ridurre il mio ritmo di pubblicazione sul blog a un nuovo post ogni 15 giorni e di non mettermi a disagio se qualche volta non ci riesco (con buona pace delle strategie editoriali). Forse cambierò ancora, ma intanto preferisco scrivere quando ho qualcosa da dire e quando penso che il contenuto che sto mettendo online possa essere utile, piacevole, sensato. Può sembrare strano, visto che ho scelto di fare questo lavoro, ma le parole per me hanno un peso specifico molto alto e richiedono molte energie, qualche volta troppe. Questo vale per me, in questo momento, e ho sospeso il confronto con chi ha un modello di comunicazione più intenso del mio: respiro meglio.

Ho provato a portare il lavoro da un’altra parte

Si può unire il desiderio di cambiare aria e la necessità di portare avanti i progetti? Ho fatto un esperimento: ho preso un treno, sono andata per quattro giorni a Venezia e mi sono portata via l’ufficio (cioè lo zaino con il Macbook e l’agenda). Ho affittato un piccolo appartamento con un’amica (che al momento è ricercatrice universitaria) e ho sperato nella connessione wifi (che non mi ha delusa, anche se avevo un piano di emergenza che prevedeva il ritorno in archivi e biblioteche ben conosciuti). Per circa 6 ore al giorno ho lavorato senza interruzioni, ho tenuto sotto controllo le email e sono riuscita a portare avanti le consulenze attive e i progetti in scadenza. In realtà, ho lavorato meno ore del solito, con più concentrazione, e poi mi sono immersa nel flusso della vita veneziana, camminando molto, leggendo, annusando e assaporando. Ho avuto un paio di buone idee e mi sono sentita più motivata. Non è stata una vacanza, ho avuto delle spese (affrontabili) e ho scoperto che per me va bene anche così. Non so se, davvero, si può lavorare ovunque: di sicuro si può spostare il lavoro e sentire la testa che cambia prospettiva.

Ho capito che devo scegliere quello che è sostenibile per me

Quando inizi pensi solo a capire come far funzionare almeno un po’ le cose, a dimostrare che esisti, a partire. Certo, magari lavori abbastanza bene sul tuo personal branding e ti confronti anche con il business plan, ma non hai idea di cosa succederà dopo. Poi inizi a metterti davvero in relazione, con i clienti e con altre persone che fanno un lavoro più o meno simile al tuo, e capisci che ci sono tantissimi modi per costruire un’attività in proprio. Capisci anche di dover riprendere in mano la tua idea e continuare a fare delle scelte, per definire la struttura della tua attività (va bene, chiamiamo le cose con il loro nome: il modello di business, anche se la dimensione è micro). Di sicuro a questo punto puoi informarti, leggere qualche buon libro per chiarirti le idee, fare domande ad altre persone, scegliere anche di comprare della formazione oppure una consulenza. Soprattutto, puoi metterti in dubbio e chiederti cosa vuoi costruire, in quale modo e con quali risultati.

Vuoi continuare a lavorare da sola?

Vuoi costruire una rete fluida, con pochi altri professionisti, perché magari insieme è meglio?

Vuoi iniziare a offrire formazione? Vuoi semplificare moltissimo quello che offri?

Vuoi passare più tempo offline, anche se lavori sul web?

Vuoi esporti di più oppure ridurre l’esposizione?

Sono tutte domande a cui devo iniziare a rispondere: intanto le ho scritte. Si riparte sempre così.

Se vuoi fare due chiacchiere, mi trovi sempre sulla pagina Facebook, oppure su Instagram (dove racconto un po’ di storie).

Giulia Modena

Aiuto professionisti e piccole imprese a raccontarsi online, sui siti web e sui social. Il mio lavoro può far sentire meglio e amplificare il valore del tuo, con quello che si legge e quello che si vede. Immagino, progetto, scrivo e bevo caffè.